Sinner
Era finito il 4° set, la delusione per la mancata capitalizzazione di 3 match point, mi convinceva ad interrompere la visione, troppa sofferenza.
Optavo per una puntatina in un supermercato, più per perdere tempo che per fare realmente acquisti.
Tra le corsie, l’occhio mi cadeva sui conduttori di molti carrelli, più attenti allo schermo dello smartphone che agli scaffali.
E quasi sottovoce la domanda era una: “Quanto sono? Sta reagendo?”
Per evitare di disturbare informandomi a mia volta, decidevo di venire meno ai miei propositi e, arrivato in cassa, andavo sulla diretta di SkyGo: 5-5.
In coda, in attesa di pagare, mi trasformavo in telecronista, sollecitato pure dalla ragazza alla cassa 6, che -come il resto di coloro che erano in attesa- pendevano dalle mie labbra.
Non ricordavo un moto di passione così unico e così totalizzante in sport non di squadra dai tempi di “Tomba la Bomba”.
Questa, secondo me, è la grandezza di Sinner, nonostante la sconfitta




