“Ci hanno oscurato il cielo”

Nel secondo appuntamento settimanale di informazione locale (il martedì “La Città il venerdí “Il Corriere di Chieri e dintorni”) mi balza all’occhio un titolo, “Ci hanno oscurato il cielo”, con quello che viene definito il “dinosauro biancoverde” diventato stanziale tra la palestra Pertini e le case su via Berlinguer.

Al di là del fatto in questione (ai residenti esprimo massima solidarietà) ciò che trovo urticante è il solito approccio arrogante di chi ci amministra, che non si premura -assolutamente- di coinvolgere gli interessati, che non si confronta con importanti pezzi del paese, con le menti più illuminate, che snobba tristemente le opposizioni.

Possono farlo, per l’amor di Dio, hanno vinto e governano. Il tema è che sono quasi 5 lustri che amministrano e l’ultima infornata di amministratori è figlia della prima nei principi informatori.

Abito a Trofarello da sempre e provo una nostalgia ed una mestizia infinite quando penso a ciò che il nostro paese era e le prospettive che amministratori capaci e con una illuminata vista sul futuro avevano pianificato (che purtroppo fa rima anche con vanificato, dagli altri).

Mi sto disamorando di questo paese e non mi appassiona più la politica locale, colpa di un sistema che consente a chi ha vinto di soli 11 voti, non dimentichiamolo, di fare e disfare.

Non pensavo si riuscisse a raschiare il fondo di un barile che di fondo non ne aveva più, lo stato in cui si trova il paese è sotto gli occhi di tutti ed ognuno può giudicare.

Oltre il masochismo si emigra.

🫣Finalmente si parla di casa di comunità.

Ottimo parterre. Mi pare che manchino degli attori però… Non vedo i medici (di famiglia trofarellesi) che operano sul territorio, che hanno il polso delle necessità, che conoscono le difficoltà della gestione organizzativa.

Come al solito un’occasione persa, un’iniziativa mozza.

E poi l’orario: alle 18 le persone normali lavorano e se lo fanno fuori sede, debbono rientrare presso Trofarello.

Come al solito una grande amarezza

❗Ieri sera, un amico con il quale non ho congruenti posizioni politiche, sotto ad un mio post, ha pubblicato un articolo de “Lo Spiffero” che attacca Lorusso per varie nomine.

Mi è venuto in mente questo articolo che trattava lo stesso tema riferito a quella che è in scia a Conte per la beatificazione.

Quando la memoria è corta. E pure: non capisco perché Torino non abbia per alzata di mano rivoluto in maniera plebiscitaria questa sindaca seconda solo a Conte, l’uomo senza il quale (per i suoi adepti) non esisterebbe l’Italia.

Ci sono sempre i nostalgici, nei quali i ricordi si mescolano con la fantasia

✍🏽 Mi piacerebbe capire, soprattutto sapere, che sarà di noi trofarellesi.

Forse un mese fa, ma credo di più, ci fu spiegato che il comune è soccombente in una causa per circa 4 milioni di euro. Ci fu detto che si stavano valutando delle strade per evitare che il Comune finisse in dissesto (nota a margine: invito a documentarsi su cosa vuol dire nell’immediato e negli anni a seguire essere soggetti a questa procedura).

Qual è lo stato delle valutazioni ad oggi? Cosa è stato fatto? Quali sono le opzioni in campo?

Un problema così grave dovrebbe essere affrontato mettendo la popolazione al corrente.

Era stato promesso un modo di amministrare che mettesse il cittadino al centro, la debacle comunicativa di Sindaco ed assessori è imbarazzante.

E poi mi pongo altre domande: si poteva fare qualcosa? Erano da prevedersi gli accantonamenti? Questi accantonamenti ci avrebbero messo in sicurezza rispetto al rischio di dissesto?

Sono domande che mi faccio e che mi hanno fatto amici trofarellesi.

…..

Invito il direttore de La Città di Trofarello Roberto D’Uva a farsi parte attiva in questo senso.

Capisco che potrebbe non essere facile, ma credo che chi deve dare le risposte non può opporre un diniego all’unico giornale con notizie solo trofarellesi.

In risposta ad un post di Marco Cavaletto

Il tema centrale riguarda la progettualità del nostro Comune, che è nella mani di un solo uomo al comando, che non è il buon Visca. Il Sindaco non ce lo dirà mai ma sono convinto che molte delle scelte relative ad investimenti “cementizi”, che hanno ipotecato il nostro futuro, anche economicamente, non lo vedevano d’accordo.
Spendere per spendere.
Così come non sapremo mai quale futuro avrebbe avuto Trofarello con un’altra amministrazione. Sappiamo però quello che siamo.
Seguo per diletto il calcio dilettantistico. Trofarello partì in anticipo con l’impiantistica sportiva, in anni in cui nel circondario altri comuni non avevano rettangoli di gioco neppure paragonabili, oggi -con una società ed una squadra che consegue ottimi risultati addirittura a livello regionale- le nostre strutture sono assolutamente insufficienti.
Chi ascolta le reali necessità di chi si spende sul territorio? La richiesta sarebbe stata di certo meno spogliatoi e più campi.
Trofarello è un paese che a parole vorrebbe aprirsi ai giovani ma nei fatti non è disponibile a cedere neppure di un millimetro sulla sua intolleranza.
Se cambiamento ci dovrà essere, dovrà partire da una presa di coscienza generalizzata.
Che parta dalle scuole.
Le scritte sui muri o i rifiuti abbandonati in ogni dove non sono colpa del Sindaco. Sono la foto di quello che siamo diventati.
È responsabilità dell’amministrazione, invece e soprattutto di chi detiene i cordoni della borsa, non avere mai pensato ad un centro polifunzionale che consentisse di fare teatro, di fare una festa, di avviare un’attività di cineforum.
E questo solo per fare un secondo esempio.